
Membrana impermeabilizzante termoplastica monocomponente, colorata, resistente ai raggi UV e al ristagno dell’acqua, a rapida asciugatura anche alle basse temperature
Aprire il catalogo a pagina 1Resistente alla grandine COPOLIMERO TERMOPLASTICO AD ASCIUGATURA ULTRAVELOCE Rapida essiccazione fuori pioggia Recupero vecchi manti bituminosi KEEP DRY è un innovativo sistema impermeabilizzante a base di copolimeri termoplastici, costituito da resina monocomponente, a base solvente, pronta all’uso, disponibile in diverse colorazioni, anche in versioni metalizzate. Con KEEP DRY è possibile realizzare impermeabilizzazioni ad elevata resistenza meccanica caratterizzate da alti valori di elasticità a freddo e di aderenza su diverse tipologie di supporti come calcestruzzo, vecchie membrane bituminose...
Aprire il catalogo a pagina 2Ambiti applicativi e prestazioni certificate KEEP DRY è utilizzato per l’impermeabilizzazione di coperture, siano esse piane, inclinate, a geometrie complesse, nuove o da reimpermeabilizzare. È inoltre indicato per l'impermeabilizzazione di terrazzi e balconi nuovi o esistenti. RESISTENZA AI RAGGI UV SENZA NECESSITÀ DI FINITURA KEEP DRY permette il ripristino di vecchi manti bituminosi senza la rimozione degli stessi ed è idoneo per la protezione di supporti metallici, lastre in fibrocemento e manufatti lignei. KEEP DRY è conforme alla UNI 11928-1 “Prodotti applicati liquidi per impermeabilizzazione”...
Aprire il catalogo a pagina 3KEEP DRY è utilizzato per la realizzazione di membrane continue impermeabili su tetti e coperture in genere, dalle coperture a vista praticabili alle coperture protette con zavorra o tetto rovescio. KEEP DRY è indicato per l'impermeabilizzazione di supporti cementizi, lastrici solari, tetti piani o indinati e coperture in lastre di fibrocemento. KEEP DRY può essere impiegato per la protezione impermeabile di strutture metalliche come anche per il rivestimento esterno di serbatoi. KEEP DRY è l'ideale soluzione da utilizzare per rinnovare le proprietà impermeabili di vecchi manti bituminosi senza...
Aprire il catalogo a pagina 4INDICAZIONI DI POSA Applicazione Dopo aver ottemperato alle fasi descritte nella sezione “Preparazione della superficie” (pag.6), ed aver atteso la completa essiccazione dell’eventuale strato di primerizzazione, rimescolare KEEP DRY prima dell’uso ed applicare tal quale, evitando la posa nelle ore più calde della giornata e su supporti eccessivamente irraggiati. Applicare almeno 2 strati prevedendo un consumo minimo complessivo di 2 Kg/m2 di prodotto mediante rullo pelo corto, pennello o sistemi airless. • Si raccomanda l’impiego dell’armatura ICOARM TNT quando tensioni meccaniche possano compromettere...
Aprire il catalogo a pagina 5INDICAZIONI DI POSA Preparazione della superficie • Pulire accuratamente il supporto eliminando polveri, parti friabili e incoerenti, oli, grassi e quant’altro possa pregiudicarne l’adesione. Tutti i supporti dovranno essere asciutti, non soggetti a fenomeni di risalita di umidità e/o flussi evaporativi, coesi e correttamente rifiniti. Prevedere il trattamento degli eventuali giunti presenti con idonee tecniche: giunti di controllo e di isolamento, compresi i raccordi parete-pavimento e tutte le intersezioni con il piano, vanno trattati antecedentemente con il sigillante silano modificato ICOJOINT...
Aprire il catalogo a pagina 6INDICAZIONI DI POSA Lamiere e supporti metallici Su metalli ossidati, asportare la ruggine meccanicamente prima dell’impermeabilizzazione liquida. Effettuare una sabbiatura grado SA2 (norma ISO 8501-1) o una pulizia manuale/meccanica profonda (spazzolatura/raschiatura) fino a ottenere una superficie metallica pulita e lucente. Successivamente, applicare a rullo, pennello, airless una mano del fondo passivante bicomponente ICOPOX PM 102 con un consumo di circa 150 gr/m². Dopo la corretta reticolazione del passivante, nei punti critici, come sovrapposizioni e giunzioni, intervenire con elementi...
Aprire il catalogo a pagina 7La parte 1 della norma, la prima ed unica norma nazionale dedicata alla regolamentazione dei prodotti impermeabilizzanti applicati in forma liquida per le coperture, specifica le definizioni e le caratteristiche dei prodotti impermeabilizzanti applicati liquidi in situ e utilizzati come elemento di tenuta in un sistema di copertura continua (nuova o esistente). A livello nazionale, infatti, non si disponeva ancora di una normativa che definisse i requisiti minimi di prestazione e durabilità specifici per il mercato. In sintesi, la UNI 11928-1 segna il passaggio delle guaine liquide, spesso erroneamente...
Aprire il catalogo a pagina 8Coperture protette Tra i requisiti legati alle destinazioni d'uso ove l'elemento di tenuta risulta protetto, per la categoria c) Tetto verde è sicuramente richiesta la: 11. Resistenza alla penetrazione delle radici Per la categoria e) Tetto zavorrato, il prospetto richiama la necessità di sopportare i movimenti ciclici (fessurazione/fatica) alle basse temperature, chiedendo quindi obbligatori nuovamente i requisiti 3 e 10. Il prospetto 1 si chiude con l'ultima richiesta, facoltativa per le coperture a vista e zavorrate: 12. Resistenza all'incendio esterno delle coperture secondo la EN13501-5...
Aprire il catalogo a pagina 9KEEP DRY SOTTOPIASTRELLA CON CRACK-BRIDGING ABILITY SINO A -20°C La Fessurazione del CLS La fessurazione del calcestruzzo è un fenomeno effettivamente inevitabile per via della sua bassa resistenza a trazione che lo contraddistingue. Le lesioni visibili (macrofessure) ed invisibili (microfessure) causate dalle azioni esterne statiche e dinamiche, stati coattivi innescati da ritiro, reazioni termiche differenziali, scorrimento impedito, ecc, sono dei fattori predominanti riguardo la durabilità dei manufatti. Nasce così inevitabilmente l'esigenza di proteggere le superfici interessate da fenomeni...
Aprire il catalogo a pagina 10KEEP DRY A PROTEZIONE DEL CEMENTO ARMATO DALLA CARBONATAZIONE Il degrado da carbonatazione del calcestruzzo armato L'inquinamento ambientale che sempre più caratterizza la nostra atmosfera crea un pericoloso effetto di disgregazione del cemento armato. Queste sostanze inquinanti creano effetti disgreganti quali la carbonatazione. Chimicamente la carbonatazione è la formazione di carbonato di calcio che viene prodotto dalla reazione dell'idrossido di calcio, che è presente nel conglomerato cementizio e l'anidride carbonica (CO2) presente in atmosfera che permea nella struttura (Ca(OH)2 + CO2 ^...
Aprire il catalogo a pagina 111 Pagina
1 Pagina
2 Pagine
2 Pagine
2 Pagine
4 Pagine
2 Pagine
2 Pagine
2 Pagine
3 Pagine
3 Pagine
2 Pagine
12 Pagine